
Da quando ti conosco, le mie cose preferite sono cambiate.
Il profumo del bosco che ti rimane addosso dopo le nostre passeggiate, il rumore che fai quando ti sdrai stanco; il tuo modo di stiracchiarti e di sbadigliare, e potrei stare qui per ore ad elancarle; ma in assoluto la mia preferita è la costanza con cui ti aggrappi alle abitudini, sempre le stesse, ogni giorno, e le vivi con la stessa intensità e la stessa gioia.
Quando al mattino senti la mia sveglia suonare e mi chiami per chiedermi di metterti vicino a me.
Quando alle sei e mezzo in punto, ogni pomeriggio, inizi a emettere suoni di disappunto perché è quasi ora di cena.
Quando dopo pranzo mi fai capire che vuoi uscire.
Io non sempre riesco a cogliere la bellezza in tutto questo. Solo se mi fermo a riflettere capisco quanto tu viva nel presente. Perché non importa se la pappa è la stessa di ieri, non ti importa se la sveglia suona sempre allo stesso orario e se la persona che ti coccola al mattino sono sempre io: per te ogni giorno tutto questo è meraviglioso.
Adoro il modo in cui mi guardi quando tiro fuori la pallina per giocare, o quando ti chiedo di cercare un legnetto. Tu fai tutto come se fosse sempre la prima volta, con la stessa energia, la stessa vitalità. Ogni tanto mi chiedo: ma perché non si stanca?
La risposta è semplice: perché apprezzi esattamente quello che hai e non desideri altro. Ed è questo che ti rende meraviglioso.
Adoro immensamente vedere i progressi che facciamo insieme. Non siamo perfetti, siamo terribilmente sensibili entrambi, e questo non ci rende una bella coppia in partenza. Ma l’abbiamo capito. Perché io ho deciso di guardare te, e poi ho capito che avrei dovuto guardare me stessa prima di iniziare un percorso insieme.
Mi hai insegnato che non posso chiederti di fare cose che io per prima non sono in grado di fare. Mi hai insegnato però che, insieme, ogni tanto possiamo superare leggermente i nostri limiti, rispettandoci, senza esagerare.
Ho imparato a correre con te, a sporcarmi, ad andare in un parco alle sette del mattino oppure alle tre di notte se stai male. A cercare il cibo più buono per te, il gioco più adatto, l’educatore migliore che possa insegnarmi il tuo linguaggio, la cuccia più comoda, il percorso più sicuro.
Tuttavia non ho ancora imparato a vivere senza il senso di colpa e, a volte, senza il senso di inadeguatezza. Io non voglio semplicemente darti da mangiare e portarti fuori per i bisogni: io voglio regalarti una vita che sia degna di essere vissuta. E con questo faccio i conti ogni giorno.
Perché io non vedo la meraviglia che vedi tu in quel cibo, in quella pallina, in quella cuccia, e nella passeggiata di tutti i giorni. Non ne sono capace. Noi umani, dopo due volte che vediamo la stessa cosa, smettiamo di coglierne la bellezza. Perdiamo interesse. Abbiamo bisogno di cambiare tragitti, di avere nuovi hobby, di cercare costantemente qualcosa di nuovo. Non siamo capaci di vivere pienamente il momento, troppo presi da quello che non stiamo vivendo.
Così solo ogni tanto riesco a guardarti e a sentirmi soddisfatta della vita che ti offro. Troppo spesso, invece, ti guardo e penso che potrei fare di più. Non so se questa sensazione mi abbandonerà mai.
Queste cose ogni tanto te le dico a bassa voce mentre ti faccio i grattini sulla pancia e intanto ti bacio le guance. E alcune volte spero che, in qualche modo, tu capisca quanto hai arricchito la mia vita.
A volte, quando mi sveglio con poco entusiasmo, sono invidiosa di te, perché vorrei anche io vedere il mondo come lo vedi tu. A volte ci guardiamo negli occhi e mi sembra che tu capisca, che senta tutto. Altre volte credo che tu voglia solo mangiare… e quindi io ti do da mangiare!
Ho scelto io di essere la tua persona, la tua guida, la tua responsabile. E anche se non immaginavo che costasse così tanta fatica, ne sono felice. Non potevo immaginare il legame profondo che si può creare tra un essere umano e un animale, e anche di questo sono grata alla vita.
Questo non è un rapporto alla pari. Tu non mi chiedi di essere ciò che non sono, di essere più rispettosa, più composta, meno chiassosa, sempre in forma e felice. Mentre io ti chiedo troppo spesso sforzi enormi per stare in questa società. Perché in una città un cane non può fare ciò che vuole, e io mi adeguo a tutto questo, a volte mettendo da parte la tua natura.
E tu cosa mi dai in cambio? I tuoi occhi stupendi, marroni e felici, la tua coda che si muove come un elicottero, e i tuoi versi che a volte mi sembrano parole. Ma per fortuna non lo sono, saresti come tutto il resto altrimenti, Invece sei molto di più.
Lascia un commento